Continua la battaglia dei cittadini abruzzesi per bloccare definitivamente la costruzione da parte dell'ENI del Centro Oli e oleodotto nei pressi di Ortona, in Contrada Feudo.
Durante questo processo si creano diverse sostanze di scarto tra cui l'idrogeno solforato, una sostanza che attualmente non può venire smaltita in alcun modo, poichè non esistono nè centraline, nè filtri, nè altro metodo per controllarne l'immissione nell'aria.
Il Mario Negri Sud ha calcolato che ogni giorno verranno immessi nell'aria circa 1 tonnellata di nitrati, 300kg di anidride solforosa, diversi chili di composti organici volatili, polveri sottili e altre sostanze.
Ma soprattutto, ogni giorno, verranno immessi nell'atmosfera 2 kg di idrogeno solforato, chiamato anche acido solfitrico, che è una delle sostanze più tossiche che esistano.
Per fare un esempio pratico: se l'anidride carbonica ha come fattore di pericolosità sulla salute 1, l'anidride solforosa ha 25.000!
Allarmanti sono anche i risultati delle analisi condotte dall'Arta sui campioni prelevati nella zona del Turchino.
"La massiccia presenza di idrocarburi conferma le nostre paure" dichiara Andrea Natale, responsabile del gruppo mare del WWF Abruzzo "Come volevasi dimostrare il WWF non ha certo creato allarmismo infondato, cosa di cui era stato accusato, ma ha solo rilevato con tempestivo intervento, quello che era già sotto gli occhi di molti. Ancora non si ha la certezza sulla provenienza di questo inquinamento, ma il WWF rinnova la sua proposta di collaborazione con la guardia costiera ed i sindaci della costa chietina, al fine di mantenere la situazione assolutamente sotto controllo"
A questa situazione, già preoccupante di suo, si uniscono i dati delle ricerche sul campo fatte da alcuni comitati spontanei, come NaturaVerde.
Il comitato, infatti, ha fatto alcune ricerche presso due oleodotti italiani, quello di Viggiano e quello di Falconara, riscontrando, anche in questi due casi, gravi mancanze a livello di trasparenza e un impatto ambientale davvero devastante.
Sono stati girati filmati e condotte interviste ai cittadini e riportate testimonianze; entrambi i centri di raffinazione, sono stati teatro di gravissimi incidenti che si è tentato di minimizzare.
Nel 2002, nel centro oli di Viggiano, c'è stata un'emissione incontrollata di gas nocivi durata giorni, prima che venissero presi provvedimenti. Il centro è rimasto chiuso per un periodo di tempo, per poi venire riaperto senza che nulla venisse reso pubblico circa il danno effettivo e il guasto avvenuto.
Situazione pressochè analoga presso il centro oli di Falconara quando, nel 2007, a causa di una falla in un sistema degli oleodotti, una grossa quantità di oli combustibili ad alto tenore di zolfo, si sono riversati in mare, fino a raggiungere le coste di Senigallia.
Una cronaca dell'incidente successo al centro oli di Viggiano.
www.olambientalista.it/archiviososlucania/variesosl/DOSSIER_WWF_INCIDENTE_C...
Per firmare una petizione che blocchi la costruzione del centro oli di Ortona.
www.ipetitions.com/petition/noraffineria/
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